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giovedì, aprile 20, 2006

La Fuga di Marsiglia

di Gianni Mura (La Repubblica, 22 marzo 1991)
Se è mai esistito nella storia del calcio italiano di ogni tempo un "giorno della vergogna", questo non può che essere il 20 marzo 1991. Mai come quella sera è stato imbarazzante, dal punto di vista sportivo, essere italiani. Il Milan di Gullit, Rijkaard e Van Basten, di Baresi, di Tassotti, di Maldini, la squadra che ha reso il calcio italiano un modello da imitare, quella sera scialacqua, sperpera, distrugge quel patrimonio di considerazione ed ammirazione costruito in anni di splendide affermazioni e meritati trionfi con quindici minuti di squallida ed inqualificabile follia. Veniamo ai fatti. A Marsiglia si disputa la gara di ritorno dei quarti di Coppa Campioni, la partita è attesissima,l'ambiziosa Olympique di Bernard Tapie sfida il Milan di Berlusconi, Campione d'Europa e del Mondo. Goethals e Beckenbauer, direttori tecnici dei francesi, hanno preparato con cura questa sfida, il Milan, che ha pareggiato per 1-1 a San Siro, lotta per trovare il gol della vittoria, quando, ad un quarto d'ora dalla fine.l'inglese Waddle batte Rossi e sembra decidere la gara. Sacchi, in panchina, è terreo.

posted by: broiolo at 03:37 | link | commenti (1)
categories: storia
giovedì, aprile 06, 2006

Cosi', siamo arrivati. da SanLibero328

di Riccardo Orioles
Cosi', siamo arrivati. Non c'e' piu' molto da dire: non e' piu' una faccenda da politici, ma da gente come me e come te, da cittadini. I manifesti sui muri, i discorsi "politici", le tv, hanno poco a vedere con cio' che stiamo vivendo in questi giorni: non stiamo cambiando un governo, stiamo buttando giu' un regime. A questo punto, non ha piu' importanza la mediocrita' dei candidati: non e' Berlusconi contro Fassino o Fini contro Rutelli, e' il cococo' contro il commercialista, il vip contro il precario, il Grande Fratello contro Toto' e Pasolini. Non servono altre chiacchiere, in queste ore. In Sicilia, e' di piu'. Vengono al pettine sessant'anni di lotte e di dolori, di vittorie sudate e di sconfitte feroci; vincere, significava un po' di terra e legge uguale; perdere, massacrati sui feudi o cacciati via nell'emigrazione. Portella, Pio La Torre, Falcone, I Siciliani; Scelba, i Cavalieri, le stragi, il bavaglio generale: fra queste cose si oscilla ogni volta che noi vinciamo o che perdiamo. Anche qui, non servono molte parole. Ricordiamo soltanto,

posted by: broiolo at 23:29 | link | commenti
categories: catena s libero
mercoledì, aprile 05, 2006

Telecrazia

Telecrazia
di Mao Valpiana (direttore di Azione Nonviolenta)
E’ evidente che oggi, nella strettoia dell’attuale legge elettorale, il peggio del peggio è rappresentato dalla coalizione della “Casa delle libertà” che ha dimostrato di governare male, che ha coinvolto il paese in un conflitto bellico, che ha intaccato la Costituzione, che ha in sé elementi mafiosi, di corruzione, di illegalità, di interessi personali, che ha distrutto il sistema scolastico, legittimato la “giustizia fai da te”, minato la solidarietà nazionale, ed ora ha accolto in sé anche formazioni eversive di ispirazione nazi-fascista. Dunque, l’unica scelta possibile è quella contraria, cioè il voto ad uno dei partiti dell’Unione. Ma si tratta, appunto, di un voto “contro”, non di un voto “per”. Il programma elettorale dell’Unione, che ho letto con attenzione, è ancora troppo generico, reticente su molti punti, inadeguato su altri, condivisibile solo per alcuni aspetti. Non è un programma che mi ha appassionato, ed è evidentemente un documento di mediazione al ribasso. Tuttavia, paragonato al programma della CdL - che è invece impresentabile, distruttivo della pace, dell’ambiente, dell’economia e della solidarietà, scopertamente bugiardo alla luce di quanto non è stato fatto nei cinque anni passati –, risulta apprezzabile.

posted by: broiolo at 23:08 | link | commenti
categories: opinioni