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giovedì, giugno 08, 2006

San Pietro e Paolo a Catania

di Riccardo Orioles
Che farebbe Bill Laden se sbarcasse in Sicilia? Immagino che per prima cosa butterebbe giù le chiese. E che farebbe Provenzano se diventasse - non è più molto probabile: ma chissà - assessore all'edilizia della regione Sicilia? Mah: per prima cosa confermerebbe gli appalti a quelli che li hanno già; ma poi perderebbe almeno una giornata a buttar giù tutte le sedi in cui si riuniscono oppositori, communisti, borsellini e antimafiosi. A Catania, però, sia Laden che Provenzano resterebbero, da questo punto di vista, disoccupati. Non c'è bisogno di loro per buttar giù le chiese, almeno quelle che danno fastidio ai mafiosi. Stanno cascando già, e il walì di Sicilia - l'emiro Totoh Vasahvasah Bin Kuffar - ne attende ansiosamente la rovina. San Pietro e Paolo, per esempio, ha il tetto che sta letteralmente finendo in testa ai fedeli. Ai primi calcinacci venuti giù i preti, dopo aver messo in sicurezza con tavolati il tetto e transennato la parte di chiesa sotto tiro, hanno immediatamente fatto rapporto a chi di dovere, segnalando danni, pericoli e riparazioni da fare. Spese non tanto da poco, perché la chiesa - a suo tempo tirata su in economia - comincia ad avere problemi non solo nel tetto (che bisogna rifare al più presto) ma anche nei pilastri, che bisogna controllare. Il rapporto, di mano in mano, è arrivato alle massime autorità siciliane, che proprio in quel periodo stavano stanziando le somme per i restauri delle chiese. Ed ecco il risultato: "Alla chiesa di Sant'Alfio, dueecentoventimila euri per rifare l'illuminazione. A Santa Margherita, altri duecentomila per rifare il pavimento del sagrato e anche la balaustra. A Maria Santissima del Monte, duecentotrentamila. A Piazza Caduti, per un campanile nuovo, quattrocentomila". E qui il presidente, che a ogni santo finanziato mormorava devotamente una preghiera, s'è calcato il turbante in testa e ha esclamato: "A voi di san Pietro e Paolo niente! Neanche un dinar, neanche un maravedì, maledetti infedeli! Un'altra volta imparerete a mettervi con quel communista di Pietro e quel professionista dell'antimafia di Paolo!".

posted by: broiolo at 02:30 | link | commenti
categories: religione, casablanca, laicitĂ , catena s libero
giovedì, aprile 06, 2006

Cosi', siamo arrivati. da SanLibero328

di Riccardo Orioles
Cosi', siamo arrivati. Non c'e' piu' molto da dire: non e' piu' una faccenda da politici, ma da gente come me e come te, da cittadini. I manifesti sui muri, i discorsi "politici", le tv, hanno poco a vedere con cio' che stiamo vivendo in questi giorni: non stiamo cambiando un governo, stiamo buttando giu' un regime. A questo punto, non ha piu' importanza la mediocrita' dei candidati: non e' Berlusconi contro Fassino o Fini contro Rutelli, e' il cococo' contro il commercialista, il vip contro il precario, il Grande Fratello contro Toto' e Pasolini. Non servono altre chiacchiere, in queste ore. In Sicilia, e' di piu'. Vengono al pettine sessant'anni di lotte e di dolori, di vittorie sudate e di sconfitte feroci; vincere, significava un po' di terra e legge uguale; perdere, massacrati sui feudi o cacciati via nell'emigrazione. Portella, Pio La Torre, Falcone, I Siciliani; Scelba, i Cavalieri, le stragi, il bavaglio generale: fra queste cose si oscilla ogni volta che noi vinciamo o che perdiamo. Anche qui, non servono molte parole. Ricordiamo soltanto,

posted by: broiolo at 23:29 | link | commenti
categories: catena s libero
domenica, gennaio 22, 2006

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posted by: broiolo at 00:50 | link | commenti
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martedì, ottobre 25, 2005

La solitudine e il coraggio (da Riccardo Orioles)

La solitudine e il coraggio. "Me ne faccio poco di questi due, tre
giorni di copertura mediatica. Me ne faccio poco della visita di Ciampi
o del cordoglio politico. L'esperienza mi ha insegnato che poi tutti
torneranno a casa propria, e della Calabria non gliene freghera' di
nuovo niente a nessuno. O solo per due-tre giorni l'anno".
* * *
L'assassinio del vicepresidente della Calabria Francesco Fortugno e'
pari per gravita' a quello - vent'anni fa - di Piersanti Mattarella.
Eppure, a poco piu' di una settimana, e' gia' scivolato via dalle pagine
dei giornali. "Tutti sanno chi sono i mafiosi". "Mentre a Roma si
discute, Sagunto viene espugnata". "E adesso ammazzateci tutti". "Qui e'
morta la speranza dei palermitani onesti". A distanza di tanti anni, le
due solitudini - la siciliana e la calabrese - si fondono, si fondono
gli appelli degli arcivescovi, si fonde la disperazione di quei cartelli
- "ammazzateci", "e' morta" - che gridano a tutto il paese l'orrore del
vivere sotto occupazione. Si fondono le imbarazzate risposte dei governi
(ma come si poteva prendere posizione contro Ciancimino avendo un
Andreotti nel governo? contro la mafia d'oggi avendo un partito
capitanato da Dell'Utri?) ma si fonde anche, per un momento intensissimo
che spesso si paghera' con anni e anni di traversie, la risposta degli
studenti, dei giovani e giovanissimi cittadini che nello sfacelo
generale restano la' a difendere la citta', la giustizia e i valori
civili.


posted by: broiolo at 02:11 | link | commenti
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